Story & Tale

La narrazione è un'arte, la più antica arte: la madre di tutte le arti, basata sulla tradizione orale.

Perché l'Iliade, l'Odissea, tutti i testi sacri alle religioni dell'umanità, la tragedia e la commedia dell'antica Grecia e quelle dell'antica Roma, i grandi capolavori delle arti figurative e plastiche, le composizioni musicali più celebri, la grande letteratura medievale, rinascimentale e moderna, tutto questo patrimonio dell'arte universale è figlio della narrazione di tradizione orale.

Così, controcorrente, mi sono specializzato in quest'arte antica e residuale, la prima espressione culturale dell'uomo e la sua prima manifestazione "teatrale": un teatro di prossimità e di condivisione, dove non ci sono diaframmi fra chi interpreta e chi assiste, e dove l'evento è sacrale, nel senso etimologico della parola, e non meramente "digestivo" per citare Bertolt Brecht.

Per questo, narro episodi e vicende fra storia e mito, dove spesso è difficile stabilire quale sia il mito e quale sia la storia. E per questo lo faccio dovunque: nelle strade e nelle piazze, nei luoghi di visita, passeggiando in città o girando in bici, in barca o a cavallo, degustando in cantina o in osteria, sedendo assieme a tavola per pranzo o cena...

Così, il mio spettacolo va in scena sempre, dove c'è la gente.

"Perché una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile." (Luigi Pirandello)

Un mio racconto sulla linea di confine