La danza attorno al fuoco nella notte del solstizio a Noâs

MAGIA ED INCANTO

Una delle tipiche costruzioni del borgo

Metti una notte di fine giugno, cinquanta persone in cerca di magia, un luogo d'incanto in mezzo ai boschi nelle valli sopra Cividale, un pastore autentico ed un sapiente norcino, un suonatore di strumenti antichi ed un contastorie di altri tempi, il cibo ed il vino, le erbe, i fiori, le acque, i fuochi, dosa bene e miscela lentamente il tutto: ecco la notte del solstizio d'estate.

L'evento si è svolto in un luogo speciale, ad ovest dell'abitato di Torreano, nel cuore delle Prealpi Giulie e sul confine fra le valli del Natisone e del Torre, dove si innalza un monte dal significativo nome Noâs, etimo di origine celtica ad indicare le "acque sempre nuove" per le tanti sorgenti che vi sgorgano.

Nei pressi della sua vetta c'è un piccolo borgo di case in pietra e legno che prende il nome dal monte, Case Noâs appunto, sorto probabilmente nell'antichità su una delle vie che collegavano le Alpi all'Adriatico, divenuto sito fortificato nel medioevo al tempo dei Patriarchi di Aquileia con funzioni di vedetta per la sua apertura sulla pianura friulana, trasformatosi poi in villaggio di pastori e malgari fino alla fine del secolo scorso ed abbandonato da alcuni decenni.

Ora questo borgo "fantasma" sta rinascendo grazie all'intraprendenza visionaria, caparbia e sagace di un imprenditore friulano che intende riportarlo alla sua storica funzione di alpeggio zootenico e connotarlo per la sua inesplorata vocazione turistica.

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