FRANCONIA E FRIULI - LA STORIA PER IL GEMELLAGGIO

Dalla Franconia al Friuli nella Tabula Peutingeriana (III sec. a.C. - VI sec. d.C.)

I rapporti fra le terre della Franconia e del Friuli si perdono nella notte dei tempi e trovano origine nei traffici e negli scambi fra le genti che le abitavano alle fondamenta della civiltà europea. Tale assunto viene confermato dalla più antica mappa del mondo, la Tabula Peutingeriana, dove si evidenziano chiaramente i percorsi di collegamento fra i due territori lungo le strade realizzate a partire dal periodo romano e che scendevano dall’Europa centro-orientale per arrivare al grande emporio portuale della metropoli di Aquileia (vedi link).

Aquileia nel IV sec. d.C.

Aquileia era la quarta città del mondo di quel tempo, dopo Roma, Costantinopoli ed Antiochia, come dimostra la grafica con cui viene illustrata proprio nella Tabula Peutingeriana.  Qui, nella sede storica del Patriarcato di Aquileia e della diffusione del cristianesimo in Europa, trovavano sbocco sul mare Adriatico le antichissime Vie terrestri dell’Ambra, del Sale e del Ferro, incrociandosi con le Vie marittime delle Spezie, dei Tessuti e dei Broccati che qui arrivavano dai porti del Mediterraneo per risalire verso il continente europeo (vedi link al video).

Castelli e borgo medievale di Strassoldo

E di arcaici rapporti tra Franconia e Friuli parla anche il mito fondativo di una delle più antiche ed importanti casate nobiliari friulane, per secoli al servizio del patriarcato di Aquileia e del Sacro Romano Impero: quella dei conti Strassoldo, tuttora residenti nei suggestivi castelli d'acqua del borgo medievale che porta il loro nome nei pressi di Aquileia. Secondo la leggenda, infatti,  il capostipite  degli Strassoldo sarebbe un certo Rambaldo di Strassau, proveniente dalla Franconia, qui sceso con le sue guarnigioni nel V secolo d.C. in difesa di Aquileia al tempo di Attila.

Carlo Magno

 Di certo, comunque, i due toponimi - Franconia e Friuli - trovano origine quasi contemporaneamente a partire dal V secolo d.C., e poi intrecciano le loro storie e le loro genti per oltre millecinquecento anni...  In particolare, sicuramente dall’VIII secolo, quando il re dei Franchi (da cui il nome Franconia), Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero, sviluppa il suo disegno di costruzione di un’Europa unita in cui convivessero pacificamente popoli ed etnie di lingue, culture e religioni diverse.  E per questo Carlo chiama presso l'Accademia Palatina, accanto al monaco Alcuino, il patriarca cristiano Paolino di Aquileia e lo storico longobardo Paolo Diacono, entrambi di Cividale del Friuli, la Civitas Austriae capitale del Regno d'Italia dei Longobardi, l’antica Forum Julii dei Romani (da cui il nome Friuli).

Corrado II fra Leopoldo IV di Baviera e Adamaro I di Kuenring

Ma è esattamente mille anni fa, nel corso dell'XI secolo, che Franconia e Friuli - queste due storiche ed attuali regioni europee - uniscono definitivamente il loro percorso storico, determinando vicende e rapporti che segneranno la civiltà europea fino all’inizio del XX secolo, ovvero fino a quando la follia dei nazionalismi e delle ideologie, con la prima guerra mondiale, creeranno le basi per la decadenza del disegno di Carlo Magno.

Correva l’anno 1024, quando morì l’imperatore del Sacro Romano Impero Enrico II, senza lasciare eredi alla dinastia degli Ottoni. Fra i candidati a sostituirlo sul trono imperiale, venne scelto un rampollo di una famiglia discendente dalla dinastia carolingia di Carlo Magno, Corrado II di Franconia detto il Salico.

Basilica e Campanile di Poppone (A.D. 1031)

Al tempo, il Patriarcato di Aquileia era la più grande diocesi cristiana d’Europa, avendo competenza religiosa e potere spirituale su un territorio che si estendeva dal lago di Como al Balaton, dal lago di Costanza all’Adriatico.

Nel 1024 patriarca di Aquileia era Poppone, al secolo Wolfang von Treffen, nobile di origine germanica e nipote di Corrado II di Franconia, appunto.

E fu proprio Poppone ad accompagnare Corrado a Roma per l’incoronazione e l’investitura imperiale da parte di papa Giovanni XIX, ottenendo in cambio possedimenti terrieri, diritto di batter moneta ed i cosiddetti “50 benefici” che gli permisero di riedificare in stile romanico la basilica di Aquileia, distrutta nel V secolo da Attila, e costruire il campanile accanto alla basilica con le pietre del circo massimo di epoca romana.

Enrico III di Franconia

 

Nel 1039, alla morte di Corrado, sale sul trono imperiale il figlio Enrico con il nome di Enrico III di Franconia detto il Nero.

Alla morte del successore di Poppone (che, fra l'altro, era stato un altro nobile germanico, Eberhard von Augsburg, già vescovo di Augusta) Enrico il Nero nomina patriarca di Aquileia uno sconosciuto prevosto germanico, custode della sepoltura di suo padre Corrado II nel duomo di Speyer nella Renania-Palatinato: Gotebaldo di Spira.

È l’inizio dell’epopea di quello che poco dopo diventerà un vero e proprio Stato all’interno del Sacro Romano Impero, la Patria del Friuli.

Soprattutto perché, già nel 1050, l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico III di Franconia investe il patriarca di Aquileia Gotebaldo di Spira (lo sconosciuto prevosto del duomo della città tedesca) dei titoli di conte del Friuli e marchese d’Istria, iniziando a riconoscere autorità politico-governativa, oltre che spirituale-religiosa, alla cattedra patriarcale. 

Norimberga in una stampa del XV secolo

Nel 1068 il successore di Enrico III, l’imperatore Enrico IV di Franconia, nomina patriarca di Aquileia il conte bavarese Sigeardo di Beilstein, fratello della badessa del monastero benedettino di Aquileia.  Nel 1077, per la fedele alleanza di Sigeardo nei confronti dell’imperatore durante la cosiddetta “Lotta per le Investiture”, Enrico IV di Franconia riconosce al patriarca anche il potere temporale accanto a quello spirituale, dandogli - con le Diete di Pavia e Norimberga -  i titoli di Duca del Friuli, Margravio della Carniola e dell’Istria. 

La bandiera della Patria del Friuli

Nasce così, nel territorio fra Friuli Venezia Giulia, Slovenia, Istria, Dalmazia, Carinzia e Veneto la “Patria del Friuli”: ovvero un’entità governativa che rappresenta – nella storia politica mondiale – il primo esempio di Stato parlamentare con rappresentanza dei vari ceti sociali.

Nel castello di Udine, allora residenza patriarcale, c’è ancora il Salone del Parlamento dove il patriarca chiamava a riunione per condividere l’amministrazione della res publica i rappresentanti dei nobili, del clero, dei Comuni e dei contadini.

La bandiera della Franconia

Nel 1125, l'imperatore Enrico V muore senza eredi e si estingue così la dinastia di Franconia del Sacro Romano Impero, mentre la Patria del Friuli scompare nel 1420 con la conquista militare da parte della Repubblica di Venezia.  Ma la storia di rapporti e di scambi fra queste due terre e le loro genti sono continuate nei secoli seguenti: basti citare la presenza dei nobili franconi Hohenlohe in Friuli o dei nobili friulani Colloredo in Franconia, per arrivare ai baroni germanici di religione luterana Ritter de Zahony, residenti tuttora nell’antico monastero benedettino di Aquileia.

Grappolo di Franconia

La citazione di quest’ultima famiglia, originaria di Frankfurt am Main, è legata ad un riferimento precisamente vitivinicolo ed enologico: nella seconda metà del XIX secolo, i vitigni autoctoni del Friuli (e di gran parte delle regioni vinicole italiane) erano falcidiati dalla fillossera.

Si deve ai baroni Ritter de Zahony l’impianto in Friuli di barbatelle di vitigni provenienti dal centro-nord Europa (Germania e Francia in particolare) per salvaguardare la produzione enologica friulana: il primo vitigno impiantato fu quello dell’uva chiamata Franconia, che ben si adattò ai terreni argillosi delle pianure alluvionali friulane, diffondendosi grazie alle sue caratteristiche di precocità e produttività, nonché ad una notevole resistenza alle malattie ed alle variazioni climatiche, soprattutto al freddo pungente degli inverni ed al caldo afoso delle estati.